Per l’anno modello 1941, Cadillac, marchio sinonimo di lusso, offriva alla propria clientela otto modelli con carrozzeria limousine. Qui esaminiamo il più piccolo di questi prestigiosi veicoli.
Otto limousine, e la più piccola di tutte
A differenza delle altre limousine del 1941, costruite su passi allungati di 3454,4 mm per la Serie 75 o 3505,2 mm per la Serie 67, il modello di cui parliamo era concepito su scala più compatta. Quelle vetture più grandi potevano ospitare senza difficoltà una coppia di strapuntini dietro il sedile anteriore e una paratia in vetro con finestrino elettrico, che le rendeva vere limousine. Chiamata “Divisione Imperiale”, questa soluzione permetteva all'”imperatore” seduto dietro di isolarsi dall’autista. Quando la paratia era prevista, i sedili anteriori erano rivestiti in pelle nera anziché in tessuto — a sottolineare il prestigio dei passeggeri più che la modestia attribuita al conducente.

Il frontale di tutte le Cadillac del 1941 era uniforme. Le coperture decorative con centro rosso, poste sotto i fari, chiudono gli alloggiamenti predisposti per fendinebbia supplementari. Su questo esemplare non erano stati ordinati, perciò in seguito furono montati i “fendinebbia” dell’anno precedente. Gli specchietti retrovisori sono originali; venivano installati direttamente in fabbrica con un sovrapprezzo di quattro dollari e mezzo ciascuno.
Berlina, berlina imperiale o berlina formale
Se il cliente sceglieva soltanto i sedili ribaltabili, oppure nessuno dei due, la vettura veniva classificata semplicemente come berlina, per cinque-sette occupanti, con poggiapiedi ripiegabili nel vano passeggeri. Questi elementi potevano essere integrati anche nella “berlina imperiale”, oppure nella berlina formale, che al posto della terza fila di finestrini aveva un tetto pieno, se richiesti al momento dell’ordine.


Che cosa rende insolita questa vettura
L’esemplare della nostra pagina, però, è particolare. Innanzitutto conserva il passo standard di 3,2 metri tipico delle Cadillac 1941, che comporta un abitacolo più corto e incapace di ospitare strapuntini. In secondo luogo, sia il comparto anteriore sia quello posteriore sono rivestiti in tessuto a coste grigio “Bedford”, senza pelle da nessuna parte. Eppure dispone del caratteristico vetro divisorio interno sollevabile. Questo ne fa una “Berlina Imperiale”?

Il comparto anteriore ha lo stesso rivestimento in tessuto Bedford del posteriore. Sotto il cruscotto, a sinistra del piantone dello sterzo, si trova il “primo e unico riscaldatore-sbrinatore automatico al mondo”, come questo accessorio veniva orgogliosamente descritto nel catalogo della casa: “Con questo, non sarà nemmeno necessario installare l’aria condizionata.”

In effetti, questa variante della Serie 60 Special è catalogata proprio in questo modo: una modifica unica di un modello di base già unico. È notevole che nell’anno modello 1941 Cadillac non offrisse affatto altri modelli con indice 60.

Il tachimetro e l’orologio elettrico incorniciano la griglia che copre l’altoparlante della radio incorporata a sette valvole. Il comando a sinistra serve per la sintonia manuale, quello a destra regola il volume; il pulsante più a sinistra è un selettore di tono a tre posizioni, quello più a destra è l’interruttore, mentre i cinque centrali sono preselezioni fisse.
Da dove arrivò la Serie 60
Introdotta nel 1935, la “Serie 60” riguardava inizialmente i modelli Cadillac a 16 cilindri. L’anno successivo il sistema di denominazione cambiò e l’indice 60 fu assegnato alle Cadillac più accessibili, mentre il marchio minore La Salle fu identificato con il numero 50. La 60 Special arrivò nel 1938 come modello autonomo, distinto sotto quasi ogni aspetto dalle altre vetture della Serie 60.

Un telaio costruito per un solo modello
Concepita come vettura lussuosa ed esclusiva per una clientela esigente, la 60 Special non assomigliava né alle Cadillac contemporanee né alle La Salle, esternamente differenti e anch’esse offerte da General Motors. Era basata su un telaio ribassato con doppia piega sui longheroni, che eliminava la necessità dei predellini e consentiva un disegno più slanciato e integrato. Il telaio fu progettato appositamente per la 60 Special, con una traversa a X per aumentare la rigidità torsionale, e abbassava l’altezza complessiva della vettura di 3 pollici (76,2 mm).

La finitura in legno naturale di noce sulla parte superiore dello schienale del divano anteriore è dovuta alla presenza della paratia interna nell’abitacolo

Le estremità della morbida maniglia sono decorate con pompon. Posacenere, accendisigari e pulsante per alzare o abbassare la paratia in vetro sono nascosti sotto un coperchio scorrevole nel bracciolo.

Le porte posteriori della 60 Special sono persino più larghe di quelle delle limousine Fleetwood Serie 75, arrivando a 895 mm. Tuttavia il bracciolo posteriore, che sporge molto nell’apertura, limita comunque l’accesso.

Il progetto di Bill Mitchell
Il progetto fu guidato dal giovane e dotato William Larry Mitchell, conosciuto semplicemente come “Bill”. Nominato responsabile del reparto Disegno Artistico Cadillac nel 1935, a soli 23 anni, Mitchell era perfetto per la nuova “Sezione Estetica e Colore” di General Motors, alla ricerca di talento fresco e creativo. Sotto la sua direzione, il disegno della 60 Special si allontanò dallo stile morbido, arrotondato e “aerodinamico” allora dominante, introducendo il più spigoloso aspetto a “parafango-valigia” che sarebbe diventato emblematico nel disegno automobilistico americano.

La ruota di scorta restringe il bagagliaio, già non molto spazioso, ma la moda di sistemare la ruota all’esterno non era ancora tornata
Come vendeva e che cosa cambiò
Il disegno innovativo fu accolto bene e nel 1938 la 60 Special vendette più di tutti gli altri modelli della Serie 60. Nel 1939 la Serie 60 fu eliminata, mentre tutti i modelli a otto cilindri adottarono un frontale uniforme e più appuntito, con alloggiamenti dei fari allungati. La 60 Special mantenne il caratteristico bagagliaio sporgente, le cornici lucide dei finestrini e la sagoma ribassata. Nello stesso anno fu introdotta la versione con paratia in vetro, insieme all’opzione del tetto scorrevole — una sorta di compensazione per l’assenza di un modello aperto.

Il motore è lo stesso di ogni altra Cadillac del 1941: otto cilindri a V, cilindrata di 5179 cc e potenza di 150 cavalli a 3400 giri al minuto.
Duecento vetture
In totale furono prodotti soltanto 200 esemplari del modello mostrato qui; ancora meno, appena 185, avevano il tetto apribile nel 1941. L’anno successivo la Fleetwood 60 Special perse la sua carrozzeria specifica e si avvicinò alle Cadillac Serie 61 e 62 del 1942. In compenso il passo fu allungato a 3378,2 mm, aumentando lo spazio del comparto posteriore, e la carrozzeria fu ornata con lucide applicazioni decorative. L’anno modello 1942 fu interrotto dall’entrata in guerra degli Stati Uniti: furono prodotti soltanto 1875 esemplari, 190 dei quali con il vetro interno abbassabile.

La Fleetwood 60 Special è l’unico modello Cadillac che fin dall’inizio della produzione non ebbe predellini. Ha una caratteristica carrozzeria a tre volumi con bagagliaio molto pronunciato
William Mitchell, il visionario dietro la Fleetwood 60 Special, divenne infine capo stilista di General Motors, e sotto la sua direzione nacquero molti altri veicoli affascinanti e belli.
Foto: Sean Dugan, Hyman Ltd.
Questa è una traduzione. L’articolo originale è disponibile qui: Una delle duecento: Cadillac Fleetwood 60 Special del 1941 nel racconto di Andrei Khrisanfov
Pubblicato Febbraio 06, 2025 • 6m da leggere