La riservatezza regna sovrana nel centro di ricerca e sviluppo di Volkswagen a Wolfsburg: le fotocamere di telefoni e laptop sono coperte con del nastro adesivo, e anche il minimo scostamento dal percorso prestabilito è mal tollerato. Abbiamo avuto un accesso esclusivo agli ultimi sviluppi nell’illuminazione automobilistica — fari all’avanguardia, lampade e molto altro. A prendere la parola per primi sono stati i designer capo, tutti concordi nel sottolineare quanto sia fondamentale avere libertà creativa quando si lavora con l’estetica dei dispositivi di illuminazione. Ben 15 designer interni sono dedicati esclusivamente a quest’area. Ma gli ingegneri?
Breve Storia dei Fari Automobilistici
Gli ingegneri erano tutt’altro che comprimari. La vera svolta nell’illuminazione automobilistica arrivò con l’introduzione della lampada alogena a doppio filamento H4 nel 1971. Il suo flusso luminoso nominale da 1.000 lumen per gli abbaglianti era insuperato all’epoca, e l’H4 è ancora oggi utilizzata su molti veicoli economici, comprese le prime versioni della Volkswagen Polo. Il flusso luminoso totale emesso dalla sorgente è il fattore principale che determina la qualità di illuminazione di un faro — la superficie del riflettore, la forma, la qualità della superficie e l’ottica del diffusore sono perfezionamenti secondari.
Fino ai primi anni Novanta, l’H4 e le lampade alogene simili dominarono i mercati mondiali (ad eccezione degli Stati Uniti, che mantenevano standard propri). Nel frattempo, gli ingegneri avevano imparato a massimizzare il flusso luminoso attraverso forme migliorate dei riflettori e moduli proiettori. Seguirono nuove lampade, ciascuna capace di alzare ulteriormente l’asticella delle prestazioni:
- H7 (1.500 lumen) — monofilamento, ampiamente utilizzata sia negli anabbaglianti che negli abbaglianti
- HB3 (1.860 lumen) — presente in modelli come la Kia Rio e la Hyundai Solaris
- H9 (2.100 lumen) — la detentrice del record di prestazioni tra le lampade alogene per abbaglianti

La Rivoluzione dello Xenon: L’Illuminazione a Scarica ad Alta Intensità
Nel 1991, gli ingegneri introdussero le lampade allo xenon (HID) — una vera e propria rivoluzione nell’illuminazione automobilistica. Queste producono luce tramite un arco elettrico anziché un filamento incandescente e forniscono un flusso nominale di 3.200 lumen, più del triplo rispetto all’H4. Tuttavia, la tecnologia allo xenon portò con sé una serie di sfide tecniche:
- Requisiti di precisione più elevati per l’ottica e la regolazione del fascio luminoso
- Unità di accensione e alimentazione complesse che influiscono sulla disposizione dei componenti
- Correttori automatici del fascio obbligatori per evitare di abbagliare i conducenti in senso opposto
- Sistemi di lavaggio fari obbligatori
- Costo complessivo superiore rispetto ai sistemi alogeni
Nonostante questi ostacoli, lo xenon si rivelò molto efficace — soprattutto in combinazione con i sistemi di orientamento del fascio introdotti negli anni 2000. In seguito fu sviluppato uno standard xenon da 25 W a minor potenza come alternativa alla variante classica da 35 W, portando il flusso luminoso entro la soglia dei 2.000 lumen che non richiede né correttore automatico né lavafari. Tuttavia, le prestazioni reali di queste unità a bassa potenza possono risultare piuttosto deludenti. Si dice che lo standard da 25 W fosse in parte spinto dai produttori di lampade desiderosi di mantenere occupata la capacità produttiva inutilizzata. È curioso come la luce fredda e nitida di una buona lampada alogena faccia spesso un’impressione più favorevole di quella di un economico xenon da 25 W.
L’Ascesa dei Fari LED: Dove il Design Incontra l’Ingegneria
Circa 15–20 anni fa, i designer entrarono davvero sotto i riflettori. Dapprima sperimentarono la composizione visiva degli interni dei fari — calotte trasparenti, eleganti elementi circolari interni, sagome allungate e aggressive. Con l’aumento delle ambizioni estetiche, crebbe anche la necessità di una sorgente luminosa adattabile a qualsiasi forma. La risposta furono i LED, e non solo per Volkswagen.
La tecnologia LED conquista sia ingegneri che designer per diverse ragioni fondamentali:
- Minor consumo energetico rispetto all’alogeno e allo xenon
- Maggiore durata di vita — Volkswagen stima fino a 8.000 ore di funzionamento
- Flessibilità di design — i LED possono essere modellati e disposti liberamente all’interno del corpo del faro
- Prezzi in calo — i fari LED di fascia base ora costano solo marginalmente di più rispetto a unità alogene comparabili, mentre uno xenon da 25 W senza correttore può arrivare a costare quasi il doppio
Tecnologia Matrix e Pixel LED: Il Faro Intelligente
Il passo successivo più importante fu rappresentato dai fari LED matrix, che utilizzano decine di diodi controllati individualmente per consentire una distribuzione della luce completamente adattiva. Un esempio emblematico è il modulo matrix IQ.Light nell’ultimo Touareg — più o meno delle dimensioni di mezzo pacchetto di sigarette — che contiene:
- Un circuito stampato e un dissipatore di calore con ventola di raffreddamento
- 48 diodi per gli anabbaglianti
- 27 diodi per gli abbaglianti
- Elementi laterali aggiuntivi che estendono la luce nelle sezioni non illuminate della strada
Questo sistema oscura automaticamente i veicoli in arrivo quando gli abbaglianti sono attivi e adegua continuamente la distribuzione della luce in base alle condizioni meteorologiche, alla velocità e alla traiettoria di guida. La portata effettiva è di circa 100 metri superiore rispetto allo xenon da 35 W.
Ancora più straordinario è il LED micropixel — un chip da 4×4 mm capace di eguagliare il flusso totale del modulo matrix del Touareg. Con soli tre di questi diodi “pixel”, ciascuno dei quali produce 1.024 mini-fasci individuali, è possibile ottenere una matrice di 3.072 celle — rispetto allo standard attuale di 75–80. Guardando ancora più avanti, filtri matrix intermedi con risoluzioni fino a 30.000 pixel potrebbero consentire:
- Modellatura del fascio adattiva e in tempo reale con grande precisione
- Proiezione di guide di svolta sul manto stradale davanti al veicolo
- Riproduzione sulla strada di indicatori di direzione e luci di emergenza
- Comunicazione luminosa tra veicoli o con l’infrastruttura stradale
Se la proiezione sulla superficie stradale diventerà una tecnologia diffusa è tutto da discutere. Le strade sono già visivamente sovraccariche, i percorsi di omologazione sono complessi, e qualsiasi contaminazione della lente degraderebbe significativamente l’immagine proiettata.
Fari Laser: Potenti ma di Nicchia
I prototipi LED ad alta potenza — che utilizzano diodi da 3–4 A rispetto al tipico ~1 A odierno — possono, se adeguatamente focalizzati, illuminare fino a 550 metri di distanza. Questa portata era in precedenza raggiungibile soltanto con i fari laser, in cui i raggi laser colpiscono una piastra fosforescente fluorescente per generare un cono di luce intenso ma stretto.
I fari laser sono disponibili da circa cinque anni, principalmente nei modelli premium di BMW e Audi. Tuttavia, la loro adozione nei veicoli di grande diffusione rimane improbabile per diversi motivi:
- Costo estremamente elevato — l’opzione laser dell’Audi A8 aggiunge un premio sostanziale rispetto a unità matrix già costose di per sé
- Materiali e processi produttivi specializzati, senza una chiara prospettiva di riduzione significativa dei costi
- Applicazione limitata — il fascio stretto è pratico solo per l’uso come abbagliante
Cosa Vogliono Davvero i Conducenti: Preferenze sul Fascio e Personalizzazione
Le preferenze dei consumatori riguardo ai pattern del fascio variano notevolmente a seconda della regione e del gusto personale. Gli abbaglianti sono al centro del maggior dibattito:
- I guidatori scandinavi tendono a preferire fasci a lungo raggio e penetranti, adatti alle strade rurali buie
- I guidatori dell’Europa centrale e occidentale preferiscono spesso fasci ampi che creano una forte sensazione di spazio illuminato
- Le preferenze per gli anabbaglianti si dividono tra tagli netti luce/ombra (tipici delle unità proiettore) e transizioni graduate e diffuse — entrambe le soluzioni offrono prestazioni equivalenti nella pratica
L’obiettivo di Volkswagen è offrire ai conducenti un controllo significativo sul comportamento del fascio. Le impostazioni predefinite sono calibrate per trovare un equilibrio generale — un taglio leggermente ammorbidito progettato per soddisfare la più ampia gamma di preferenze.
Fendinebbia, Pulizia dei Fari e Durata dei LED
I fendinebbia autonomi sono una specie in via di estinzione — sacrificata alla ricerca di linee carrozzeria più pulite. Per compensarne completamente l’assenza, un veicolo necessita di costosi fari principali adattativi in grado di allargare il fascio in condizioni di scarsa visibilità e in curva. Sui modelli di fascia bassa questa capacità adattiva è spesso assente, lasciando i conducenti senza una fonte luminosa secondaria significativa in condizioni avverse.
Il lavaggio dei fari rimane altrettanto statico. Gli attuali sistemi a getto spray continuano a essere lo standard del settore, e Volkswagen non prevede revisioni sostanziali all’orizzonte. Una sfida specifica dei LED è di natura termica: a differenza delle lampade alogene e allo xenon, emettono pochissimo calore, quindi neve e ghiaccio sulla lente non si sciolgono naturalmente. I veicoli con fari LED ad alta potenza dotati di ventola di raffreddamento spesso indirizzano il flusso d’aria lungo la superficie della lente per compensare.

Sulla durata: sebbene i LED superino teoricamente di gran lunga le lampade convenzionali, esiste un importante avvertimento pratico — la maggior parte dei gruppi ottici LED è sigillata e i diodi non sono sostituibili. Volkswagen stima una durata di vita di 8.000 ore, equivalenti a circa 11 anni con due ore di utilizzo al giorno. Con un utilizzo più intenso, questa finestra si riduce considerevolmente. L’introduzione da parte di Toyota di moduli LED sostituibili nei recenti modelli Corolla rappresenta un’eccezione degna di nota, da tenere d’occhio nel caso in cui lo standard del settore dovesse seguire l’esempio.
La Strada da Percorrere: Un Futuro Tutto LED per Volkswagen
La transizione verso fari esclusivamente LED nell’intera gamma Volkswagen è già ben avviata. Per i designer, rappresenta una libertà creativa senza precedenti. Per gli ingegneri, apre nuove frontiere — in particolare nell’ambito della comunicazione veicolo-veicolo tramite illuminazione intelligente. I concetti già in fase di sviluppo o prossimi alla produzione includono:
- Proiezione delle linee guida di parcheggio attive sulla superficie stradale
- Messaggi testuali e visivi tramite array LED nei fanali posteriori per comunicare con il traffico circostante
- Segnalazione luminosa adattiva per scenari di guida autonoma e semi-autonoma

Guida all’Acquisto: Come Scegliere i Fari Giusti
Il messaggio chiave per i consumatori: non affidarsi alle sole etichette tecnologiche. Il tipo di faro è solo una parte del quadro — la qualità varia enormemente all’interno di ogni categoria. Ecco cosa tenere a mente:
- Alogeno ≠ inferiore per definizione — i fari alogeni di fascia alta possono superare le prestazioni di unità LED base
- LED ≠ automaticamente superiore allo xenon — i moduli LED economici possono risultare inferiori a sistemi HID ben progettati
- Senza lavafari = sotto i 2.000 lumen — i fari privi di sistema di pulizia sono garantiti per produrre un flusso di anabbagliante ridotto per normativa
- “Faro LED” è un termine generico — può descrivere un sofisticato sistema matrix adattivo oppure un’unità economica di base
- Le unità sigillate non consentono la sostituzione delle lampadine — tenere conto dei costi di sostituzione dell’intero gruppo ottico nella valutazione della proprietà a lungo termine
Una cosa è certa: i fari automobilistici stanno diventando sempre più intelligenti, più efficienti e — senza alcun dubbio — sempre più belli.
Questo è una traduzione. Puoi leggere l’originale qui: https://www.drive.ru/technic/volkswagen/5be9abb9ec05c4fe3d0000db.html
Pubblicato Settembre 09, 2021 • 10m da leggere